Game Over
ruggero | October 25 2007, Thursday.Che strano… È sera qui a Groningen, le 22:52 per la precisione, «che ora del cazzo» penso… «Non sono le 22:30, ma non sono neppure le 23:00… E come se non bastasse mi sembra che questo fottuto minuto duri all’infinito!». Mi guardo intorno, la mia camera e tutti gli oggetti sparsi intorno a me sembrano come voler gridare ognuno la propria storia; poveri piccoli oggetti. Tutti loro. Io. La mia fottuta camera. La temperatura costante del termosifone. Il rispettoso e cristiano e ipocrita silenzio dei miei sereni coinquilini e chissà quant’altro.
Si sale un giorno su un autobus, sicuri che è quello il numero di linea che ci porterà a destinazione. Poi tutto ad un tratto l’autista si ferma in aperta campagna e ci dice che è la fine della corsa; e che dobbiamo scendere. Noi domandiamo gentilmente se non fosse possibile – che so – ritornare indietro, alla stazione, senza scendere dall’autobus, ma lui no, inflessibile, ci ripete che la corsa finisce lì e che l’autobus non torna indietro, va solo al deposito. E noi si rimane così in aperta campagna in un tiepido pomeriggio d’autunno, a guardarci intorno… Ad osservare ora una farfalla bianca che ci svolazza intorno, ora un ape che pigra si posa sugli ultimi fiori di questa dorata stagione… E poi nient’altro, solo vento e silenzio.
E freddo alle volte la sera.










